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I quadri di scena nascono indipendentemente dal testo, determinano i movimenti e spesso ispirano, con le loro forme, le storie: in alcuni casi(le due paginette) è la storia che ha influenzato la forma.
L'idea di partenza era la valorizzazione del corpo, la completa integrazione delle scene nell'azione e la rappresentazione di una realtà circoscritta e solitaria inserita in un contesto denso ma non caotico come quello di Pitecus.
Le stoffe, intese come materia, sollecitano la luce assorbendola in modo diverso. La scena è pret-a-porter, trasportabile in autovettura, veloce da montare e da smontare.
I quadri si fondono nell'azione drammaturgica, sono sorretti da una struttura metallica articolata in nove piani disposti in ordine decrescente da 2 metri e 75 a 2 metri e 15: l'equilibrio è precario. Le dimensioni dei piani determinano tre livelli: il primo è formato da quadri mutanti che staccandosi dal supporto vestono l'attore e gli permettono di divenire un corpo deambulante; sono a metà tra un costume e una scultura. Una volta utilizzati vengono abbandonati sulla scena e diventano macchie di colore: tutto si trasforma.
Il secondo livello è detto del basso rilievo in quanto il corpo ha la libertà di movimento senza poter pero' uscire dallo schema del supposto tremolante che rappresenta la precarietà e le difficoltà di sfuggire alla norma.
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